15 settembre 2006

Vetriolo su Lost 2° stagione/1

DI NUOVO SPERDUTI. FINALMENTE

Spoiler no, anticipazioni sì
(il crudele PITone l'acidone promette di rovinare la festa a tutti coloro che vogliono godersi in santa pace la seconda stagione di Lost. Ogni settimana distillerà veleno e alimenterà dubbi: siamo davvero sicuri che gli autori del serial sappiano come va a finire?)

Eccoci qua. Finalmente l’attesa tanto spasmodica è finita. Con un ritardo tanto allucinante quanto inspiegabile, lunedì 18 alle 21 la seconda stagione di Lost arriva in Italia sul satellite. Quelli che l’hanno vista su Fox hanno dovuto attendere questo momento per più di un anno. Quelli che non hanno retto alla frustrazione e al nervosismo si sono ritorti contro i poveri “comuni mortali” che, non avendo la parabola, se la sono vista su Raidue. E’ nata così una nuova forma di “nonnismo televisivo”, fenomeno che solo una serie Tv poteva generare. Ed è con lo stesso spirito di nonnismo che vi parlerò della seconda stagione.
Il finale della prima serie ci ha lasciato con l’amaro in bocca, con tanti, troppi interrogativi rimasti insoluti. Quasi per dispetto, anziché spiegare qualcosa gli autori hanno chiuso con due colpi di scena (il rapimento di Walt e l’apertura della botola nonostante i numeri) che hanno fatto aumentare ancora di più la curiosità. Diverse le reazioni degli spettatori. Sconcerto, rabbia, entusiasmo per una matassa che sembra ingarbugliarsi ancora di più. In effetti, non c’è che dire, come strategia di marketing seriale non è affatto male. Non si lascia, anzi si raddoppia. D’altronde non è facile tessere così tante fila di mistero con un soggetto apparentemente povero (un gruppo di persone disperse su un’isola). In questo, bisogna ammetterlo, i creatori sono stati dei maestri. FINORA. La scoperta de “Gli Altri” e l’apertura della botola cambia inevitabilmente le carte in tavola. D’ora in poi cambia tutto. Quelle rivelazioni che ci si aspettava nel finale della vecchia serie le troviamo nell’inizio della seconda. Mica tutte, ovviamente. Ma in generale il gioco narrativo utilizzato per il secondo capitolo della storia sarà il già citato “Non si lascia, anzi si raddoppia” leggermente modificato nella formula “Si lascia pochino, si raddoppia tantino”. Ci sveleranno finalmente cosa c’è in questa benedetta botola, dietro la quale ovviamente si nascondono una decina di altri misteri. Ci sveleranno cos’è successo a Claire quando è stata rapita, ma non sarà abbastanza. Ci sveleranno perché è caduto l’aereo, ma i nostri palati non saranno sazi. Al contrario di quello che si pensa, anzi che si spera, non ci sveleranno chi sono “Gli Altri”- questa se la tengono per la terza serie. Stessa sorte per alcuni dei primi piccoli misteri, ovvero com’è finito Locke sulla sedia a rotelle e cosa c’è dietro i tatuaggi di Jack. Già nei primi due episodi conosceremo personaggi nuovi. Come Desmond, custode dei segreti della botola, ed i sopravvissuti della coda dell’aereo, in cui si imbatteranno i tre rimasti a mollo dopo l’esplosione della zattera. Questi personaggi nuovi si porteranno dietro un’altra vagonata di misteri, ma non ci affezioneremo a loro come ai personaggi storici. Il tutto porterà ad ingigantire il Grande Dubbio che ogni buon spettatore dovrebbe portarsi dietro: c’è un MASTERPLAN, un piano generale di tutta la storia, o si inventano le cose man mano? Ci sono diversi argomenti a favore ed a sfavore: a favore ad esempio il fatto che alcune incongruenze narrative legate a Ethan-Rousseau-rapimento bambino sono state poi spiegate nel corso della serie; a sfavore il fatto che del veliero trovato nei pressi della Roccia Nera nell’ultimo episodio della 1° serie non ci si ricordi neanche più in tutta la seconda stagione. L’argomento a sfavore più inquietante e più evidente è però il mostro invisibile: nelle prime puntate apre gli alberi dall’alto come fosse un dinosauro, nella seconda serie torna così come l’avevamo lasciato, ovvero sotto forma di fumo nero che viaggia quasi ad altezza uomo. Non aiutano poi i vari cambiamenti dovuti ad esigenze tecniche: l’accampamento delle rocce, tanto comodo per la vicinanza all’acqua, viene inspiegabilmente e improvvisamente abbandonato come location fissa. Come per magia nella seconda serie l’accampamento torna ad essere solo quella della spiaggia. La carcassa dell’aereo che si vedeva sempre nella prima serie sparisce totalmente nella seconda. Se ci sono delle “mancanze su queste piccolezze”, come possono curare i dettagli di tutte le trame narrative? Siamo sicuri che d’ora in poi la storia non vada alle cozze? Lo scopriremo solo guardando, tanto per parafrasare una celebre canzone, ma anche se fosse noi fan di Lost non smetteremmo di guardare la serie. In fondo abbiamo imparato la lezione: “Non si lascia, anzi si raddoppia.”

(il poster della terza serie, in onda negli Stati Uniti a partire dal 4 Ottobre)

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