20 maggio 2007

INLAND EMPIRE in dvd

E' uscito a noleggio il dvd di INLAND EMPIRE, il capolavoro di David Lynch. Esce nella stessa versione vista nelle sale, e cioè in lingua italiana e i sottotitoli quando il dialogo è in polacco. La versione originale stranamente non è disponibile. Anche il formato dell'immagine lascia a desiderare; infatti il film è in un orrendo letterbox, e cioè un 4:3 con le bande nere. Chissà come mai la Bim, che distribuisce il dvd, non ha ottenuto un master anamorfico. Per un film così recente, mi pare una pecca imperdonabile. Comunque chi non l'ha visto, e cioè mezza Italia, corra in videoteca. Subito!!!!

Santoriade

Santoro sfida il Vaticano
Michele Santoro vuole comprare il documentario della Bbc sui preti pedofili e trasmetterlo ad Anno zero. In nome della libertà d'informazione, alcuni esponenti politici - in primis, il Presidente della commissione di vigilanza della Rai Landolfi (An), quello che Gad Lerner sputtanò in tv raccontando di un suo tentativo di raccomandare una giornalista - chiedono che la Rai non autorizzi l'acquisto del documentario. Come andrà a finire? Vetriolo scommette che sulla Rai il documentario della Bbc non lo vedrete mai...ma mai dire mai. Comunque, per chi se l'è perso, più sotto lo potete vedere in versione integrale e con i sottotitoli italiani.

18 maggio 2007

Lynch a Cannes 2007

ABSURDA LYNCHIANA
David Lynch 2 giorni è arrivato a Cannes, e il Festival gli ha dedicato parte della serata inaugurale della cerimonia: Infatti è stato proiettato in anteprima mondiale un cortometraggio di 2 minuti il cui titolo è tutto un programma, Absurda. Eccolo qui, in tutta la sua magnificenza. Nel buio di una sala cinematografica, accadono cose bizzarre: una grossa forbice penzola nel mezzo del cinema, sullo schermo strane immagini provocano e ipnotizzano. Quasi un estratto di Inland Empire. Enjoy:

Lynch blog

Scopro solo ora che esiste da molto tempo un blog lynchiano, si chiama Mulholland Blog, è molto carino, e molto cinefilo. Lo inserisco nei miei link. Visitatelo, è molto informato, e non solo su Lynch.

17 maggio 2007

Preti e scandali

Questo riepilogo non è disponibile. Fai clic qui per visualizzare il post.

14 maggio 2007

Hot Manson

Manson Proibito
Per chi non l'ha ancora visto - nè lo vedrà se abita in Italia - ecco il nuovo "scandaloso" video di Marilyn Manson
, Heart shaped glasses. Vero scandalo o bluff? Giudicate voi dando un'occhiata al videoclip, un mix tra le atmosfere selvagge di Lynch e Stone, e le piogge di sangue infernale alla Angel Heart. La signorina protagonista del video è la nuova fiamma di Manson, l'attricetta ventenne Evan Rachel Wood, che già anni fa inquietò i benpensanti col film "Thirteen".

Anteprima Zodiac

Zodiac, ossia il Mostro di Firenze a San Francisco
E' tardi, è notte, è buio. Sto passeggiando verso casa, le strade sono deserte, ogni tanto il silenzio si rompe, passa un motorino. La minaccia può nascondersi oltre un raro cespuglio, o un'automobile che sfreccia nella Milano by night. No, non ho visto un servizio del Tg5 sulla sicurezza nella capitale morale ai tempi del governo Prodi. Sono appena uscito dall'anteprima di Zodiac, e mi ha messo paura. L'ultimo film del redivivo David Fincher non assomiglia per niente al suo capolavoro Se7en. Niente barocchismi, niente truculenze, niente che non sia rigorosamente classico. Zodiac è un thriller in cui, incredibilmente, Fincher si nasconde. Niente male, dopo aver ammesso che la storia di Zodiac, lui che da bambino ha vissuto con la paura di quel famigerato serial killer a un passo da casa, lo ha tormentato per anni e anni. Un'ossessione - al pari di quella che lo scrittore britannico David Piece ha esorcizzato in 4 spaventosi romanzi sullo squartatore dello Yorkshire - che potrebbe giustificare un trip a puntate grondante sangue. Invece Fincher sceglie la strada del rigore cerebrale, se pur lungo - un po' troppo - 2 ore e mezza.
Non racconto nulla di Zodiac, mi limito solo a dire che è la caccia a un serial killer che va dalla fine degli anni '80 fino quasi ai giorni nostri. Dico che vale la pena di vederlo solo perchè ha la ormai rara capacità di sgomentare lo spettatore. Perchè nelle numerose sequenze di uccisioni riuscite o solo tentate - e anche in una terrificante scena in un sottoscala - fa davvero paura. Una paura che ci eravamo quasi dimenticati di riuscire a provare nel buio di una sala. Quasi fosse un nipotino di Mario Bava, giocando con gli elementi più elementari del cinema di genere - il buio, i rumori, la luce che si accende o se ne va, i fari di un'auto, le ombre, o una frase gettata lì prima dell'apocalisse ("prima di ucciderti, butterò dal finestrino il tuo bambino") - David Fincher non risolve l'enigma di Zodiac, ma ci fa toccare con mano cosa sia l'angoscia del terrore: quella che puoi provare un attimo prima che l'uomo nero ti porti via.

11 maggio 2007

Lost saga

Maledetto Lost

AAAARRRRGGGHHH!!! L’urlo è scattato immediatamente dall’ugola. La notizia della chiusura di Lost, finalmente resa ufficiale, non poteva che scatenare questa reazione tra i milioni di fan. Ma si è trattato di un urlo di stupore, di gioia o di rabbia? La notizia ha spaccato in due il fiume di fan come solo Noè riuscì a fare con il Nilo. C’è chi ha esultato per poter “soffrire” ancora per altre tre stagioni – leggasi altri tre lunghi anni – e chi, invece, ha inveito malamente contro i produttori per dover aspettare così a lungo per conoscere la soluzione della mega matassa. Quello che fa obiettivamente pensare è che i produttori abbiano commentato la notizia come una “liberazione”, dato che così sanno quando far finire la storia. Ma finora sono andati avanti alla cieca? Lost è sicuramente la serie che più di tutte avrebbe bisogno di un preventivo ed accurato piano generale della trama. Impossibile non pensare –o sperare – che gli autori non sapessero perfettamente dove – e soprattutto quando – andare a parare. La ABC ha pensato ad una chiusura prematura, i produttori hanno chiesto altri 48 episodi dopo la terza serie. Alla fine si è giunti alla soluzione di spalmare questi episodi in tre stagioni anziché due. Così le ultime tre stagioni dureranno sedici puntate l’una.

Il calo di ascolti della terza stagione ha naturalmente influito molto sulla decisione finale. Ora ci sono gli altri, gran parte del mistero su chi sono e che cosa fanno non è stato ancora svelato. Molti fan sono ormai frustrati e per questo speravano fortemente in una conclusione prematura. Il giochino che ha reso Lost una serie cult, ovvero “ecco il mistero, te lo svelo chissà quando” ha iniziato un po’ a stancare e alla fine potrebbe logorare. Ci vorrebbe una sferzata di creatività, oltre che di novità. E forse i creatori della serie l’hanno capito, tanto che per il gran finale di stagione hanno promesso una grandissima sorpresa e un nucleo di avvenimenti che rimetterà tutto in discussione. In effetti nelle ultime due puntate andate in onda (la 3x19 e la 3x20) è venuta fuori una di quelle teorie che si davano per scontate già dall’episodio pilota, ma che gli autori hanno sempre negato tassativamente. Sarà confermata o verrà smentita nel corso delle prossime puntate?

10 maggio 2007

Venezia 2007

Tarantino nel West


Sarà dedicato al Western all’italiana, il nuovo cantiere di riproposte e restauri Storia segreta del cinema italiano 4 della 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre 2007).
L’evento Western all’italiana - Storia segreta del cinema italiano 4 prevede la proiezione alla 64. Mostra di 40 lungometraggi, selezionati in base al rapporto tra grande importanza e alta invisibilità: film invisibili da almeno un decennio, restaurati e ricostruiti nella loro versione integrale.
“Padrino” di questa iniziativa sarà – come fu per la prima edizione della Storia segreta del cinema italiano del 2004 – il grande cineasta statunitense Quentin Tarantino, profondo conoscitore ed estimatore del nostro cinema.
E’ noto che tra i registi preferiti da Quentin Tarantino figurano molti italiani. Il regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense è un fervente ammiratore del cinema di Sergio Leone, a tal punto da inserire nei titoli di coda dei suoi recenti successi Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2, una dedica speciale al maestro italiano - come ha fatto anche Clint Eastwood ne Gli spietati (Unforgiven, 1992) - ma è anche un profondo conoscitore e appassionato “fan” dei film di Giorgio Stegani, Franco Rossetti, Ferdinando Baldi, Enzo G. Castellari, Nando Cicero, Sergio Corbucci, Giuseppe Rosati, Giancarlo Santi, Duccio Tessari, Giulio Petroni, Sergio Sollima, Giorgio Ferroni. Il suo cinema è ricco di omaggi e riferimenti più o meno velati ai western all’italiana. Ha più volte dichiarato che il suo film preferito è Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, e ha suggerito all'amico Robert Rodriguez il nome dell'episodio finale della trilogia di El Mariachi, C'era una volta in Messico (Once Upon a Time in Mexico,2003), ennesimo omaggio a Leone. Ma, in generale, tutti i film della trilogia pulp che Tarantino ha sceneggiato (Una vita al massimo - True Romance, 1993; Le Iene - Reservoir Dogs, 1992; Pulp Fiction, 1994) hanno un finale con un “triello”, un classico che Tarantino sperava di usare da quando vide per la prima volta Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone.
Non c’è solo Sergio Leone nella lista degli “spaghetti western” più amati da Quentin Tarantino. Lo sapevamo da tempo. E Venezia rispetterà le sue preferenze, visto che sono le preferenze anche di chi è cresciuto con gli “spaghetti western” al tempo, vedendoli in sala giorno per giorno. Così Venezia presenterà i suoi autori western di culto, a cominciare da quelli più noti, come Sergio Corbucci, con il formidabile Navajo Joe con Burt Reynolds (Tarantino gli mette tre asterischi) e I crudeli con Joseph Cotten, Sergio Sollima, con La resa dei conti con Tomas Milian e Lee Van Cleef, ed Enzo Castellari con Keoma. Ma anche quelli già “riscoperti” e omaggiati in Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2, cioè il Giulio Petroni di Da uomo a uomo, con John Philip Law e Lee Van Cleef (tre asterischi per Tarantino), e il Giancarlo Santi di Il grande duello, un film invisibile da anni in Italia, con Lee Van Cleef e Alberto Dentice (giornalista dell’Espresso nel suo unico ruolo da protagonista col nome di “Peter O’Brien”), e con la grande musica di Luis Bacalov e dell’appena scomparso Sergio Bardotti. Ma troviamo anche autori e titoli meno noti, ma di grande interesse, tra gli spaghetti western preferiti da Tarantino. A cominciare da El desperado di Franco Rossetti, già sceneggiatore con Piero Vivarelli di Django di Sergio Corbucci, qui nel suo unico western da regista, che Tarantino segnala con ben tre asterischi, The Bounty Killer di Eugenio Martin, il primo western con Tomas Milian protagonista in un ruolo di cattivo tormentato (anche qui tre asterischi, segnalato da tutti come un film da riscoprire, ma già allora era molto considerato in Spagna), Prega il morto e ammazza il vivo di Giuseppe Vari con Klaus Kinski, Quel caldo maledetto giorno della resa dei conti di Paolo Bianchini con Robert Woods, Preparati la bara di Ferdinando Baldi con Terence Hill (già riscoperto musicalmente l’anno scorso dal successo Crazy degli Gnarz Barkley), Professionisti per un massacro di Nando Cicero con George Hilton, i superclassici con Giuliano Gemma, Una pistola per Ringo di Duccio Tessari e Un dollaro bucato di Giorgio Ferroni. Dedicata a Tarantino anche la riscoperta del più violento western mai fatto, Condenados a vivir di Josè Romero Marchent con l’italianissimo Robert Hundar (Claudio Undari).

08 maggio 2007

brutte notizie

Lost finisce! Nel 2009!!!!

Basta, ci siamo rotti i coglioni. Per chi segue la 3° serie americana, sembrava che le cose si mettessero al meglio. E cioè che la fine fosse vicina. Vabbè, magari non alla 3° serie, però tutto lasciava sperare che la 4° serie fosse l'ultima. Vuoi per gli ascolti mai così bassi, vuoi perchè si capisce lontano un miglio che gli sceneggiatori non sanno più che inventarsi(adesso, nel 17° e 18° episodio, hanno tirato fuori dal cilindro che forse gli abitanti dell'isola sono tutti morti!!!!!).
E invece che cosa hanno rivelato i creatori di Lost? Che il telefilm finirà alla 6° stagione(6°!!!!!) e che loro sono contenti perché finalmente hanno una scadenza certa, e che possono tranquillamente scrivere con sufficiente serenità un finale degno di nota. Cosa ci aspetterà quindi per i prossimi 2 anni?Ecco gli sviluppi più interessanti delle prossime stagioni.
1) Si scopre che Ben è un alieno che si nutre dei feti delle donne incinte.
2) Locke è omosessuale
3) Kate era un travestito e si è fatta operare dal padre di Jack.
4) Jack uccide Juliet
5) Hurley scoppia ingurgitando dinamite.
6) Gran finale:appare in cielo J.J.Abrams che sorride contando pacchi di banconote e, rivolto allo spettatore, fa il gesto dell'ombrello.

30 aprile 2007

anteprima Spiderman

Spiderman 3 che delusione!

Le aspettative erano altissime, è vero.
Sam Raimi, col n.1 e col n.2 , aveva creato una macchina spettacolare senza sbavature, capace di accontentare sia l’adolescente che il cinefilo raffinato.
Stavolta, ci spiace, ma il buon Sam non ha convinto. Anzi. Senza arrivare ai commenti ascoltati alla proiezione stampa(“orrendo”,”demenziale”,”Raimi s’è bevuto il cervello”, ecc.), dobbiamo ammettere che il film non funziona, gira a vuoto, in poche parole, annoia. A riprova che “di più” non significa “meglio”. Perché in Spiderman 3 i cattivi triplicano(l’Uomo sabbia, New Gobelin, Venom), le donne raddoppiano(oltre a Mary Jane arriva Gwen Stacy, caricatura scema di quella che avevamo conosciuto nel fumetto), i filoni narrativi si moltiplicano. Per tenere insieme questo popò di roba ci voleva effettivamente un miracolo;invece Raimi gonfia la durata del film(2 ore e 20 interminabili!), mentre aveva materiale a disposizione per farci, oltre al 3, anche il 4. Proprio perché elefantiaca, la sceneggiatura non tiene.E allora Raimi si inventa delle trovate davvero “incredibili”.
Non vi dico nulla per non fare spoiler, ma tenete d’occhio il maggiordomo di Harry-New Goblin. Su una sua battuta (ridicola!) si regge tutto il finale del film. Nemmeno le soap-opera nostrane riuscirebbero a fare peggio. Per non parlare della trasformazione malvagia di Peter Parker che fa scivolare S3 in direzione farsa in salsa musicale(vedere per credere, io pensavo di vedere spuntare John Travolta ne La febbre del sabato sera o Grease). Vabbè direte voi:ci restano le emozionanti scene d’azione, gli effetti super-speciali, ecc. ecc. Vabbè dico io: tutto questo c’è, ma non aggiunge nulla a quello che già avevamo visto nei precedenti episodi. Ci spiace appurare che Spiderman 3 sia, più o meno, emozionante quanto I Fantastici 4. E cioè, calma piatta.

23 aprile 2007

La classifica del lunedì di Vetriolo

Dopo un po' di assenza, dovuta all'indole svogliata di Vetriolo, torna la classifica dei film che trovate in sala.

Number 23 NOIA MORTALE
Le aspettative erano alte: Jim Carrey dall'area truce in un thriller psicologico livido e cupo: la regia affidata a un solido uomo di mestiere, Joel Schumacher;l'ossessione diabolica per un numero, il 23, dai contorni quasi sulfurei. Invece, dopo solo mezz'ora, ti viene da dire: ma chissenefrega!E scoprire - SPOILER - che l'unico pericolo da cui deve guardarsi il povero Jim è sè stesso, sa tanto di già visto e già sentito mille altre volte.

Sunshine QUASI UN CAPOLAVORO
Il miglior film della settimana. Un frullato ben miscelato del cinema di fantascienza che amiamo di più (da Solaris a 2001 passando per Alien), incardinato alla struttura classica alla "10 piccoli indiani" di Agatha Christie. Un thriller fantascientifico che, alla fine, diventa metafisico. Quasi un capolavoro. Se non lo è, è colpa del regista Danny Boyle che, a mezz'ora dalla fine, comincia ad agitare la macchina e ci dà il voltastomaco.

Mio fratello è figlio unico SE LO PERDI SEI STOLTO
Si può girare una pellicola con Riccardo Scamarcio facendo un film vero, e non una semplice fiction per i voraci palati di ragazzine in calore e adolescenti metrosexual brufolosi? Si, basta che a confezionare il tutto sia un vero regista (Daniele Luchetti), la sceneggiatura sia di ferro (Rulli e Petraglia) e che, al di là di Scamarcio, chiamati a recitare siano attori di talento(Elio Germano). Mio fratello è figlio unico non sarà bello come il libro da cui è tratto (il fasciocomunista di Antonio Pennacchi), però è perlomeno una commedia per nulla scontata, capace di raccontare un'epoca, gli scontri tra rossi e neri tra il '68 e il '77, divertendo e facendo riflettere.

L'ombra del potere-the good shepherd SARA' UN CLASSICO
Cos'è la Cia? Secondo il film di Robert De Niro un luogo oscuro dell'anima, il pozzo nero dove affonda e muore ogni slancio ideale in nome del pragmatismo e della ricerca ad del potere. Matt Damon è un funzionario che, per l'agenzia, sacrifica se stesso e la sua famiglia. Lungo due e quaranta, L'ombra del potere corre veloce, macina il meglio del cinema politico degli anni '70, gettando impietosamente una luce inquietante sull'America tutta. E Matt Damon, alla fine, anche fisiognomicamente, pare Andreotti.

Shooter IMMONDO
Ancora una pellicola che ci dice che l'America è marcia, almeno nei suoi apparati di sicurezza e di spionaggio. Un agente segreto viene incastrato dai servizi deviati, con l'accusa di aver attentato alla vita del Presidente Usa. Si vendicherà trasformandosi in un giustiziere assetato di sangue. Shooter, diretto da Antoine Fuqua, è noioso e farraginoso. Parte da posizioni di sinistra per poi svoltare a destra, con un crescendo alla Rambo. Un film fascista, anche esteticamente (la fotografia è di un nitore splendido e inquietante).

I segni del male IMMONDO
Hillary Swank presta il suo volto da Oscar a questo horror mefistofelicamente teo-con targato Warner. Al di là di una sequenza impressionante(l'invasione delle locuste), il film non farebbe sobbalzare neanche un condannato a morte sulla sedia elettrica, nemmeno in America. Però dispensa lezioni di teologia a buon mercato, annoia con clichè scontati e ci ricorda di pentirci perchè moriremo e, se non voteremo repubblicano, bruceremo all'inferno.

Mr.Bean's holiday SE NON HAI NULLA DA FARE
Questo secondo film ispirato alle avventure di Mr.Bean è sicuramente più riuscito del primo. Anche perchè gli autori si sono ispirati al cinema di Jacques Tati. E in fin dei conti questo Mr.Bean in terra di Francia è un omaggio dichiarato alla comicità di Mr. Hulot. Alcune gag, soprattutto quando Mr.Bean approda in pieno festival del cinema di Cannes, sono particolarmente godibili.

blog e giornalismi

Odio Studio aperto
Il telegiornale (telegiornale???) di Italia Uno ha un blog di "fans" sfegatati. Si intitola "Odio Studio aperto", è stato aperto l'estate scorsa, ed è un ottimo modo per monitorare il telegiornale (telegiornale???) più inutile del mondo. Studio aperto insegue l'audience con servizi pruriginosi e fintamente moralistici. Un esempio:il servizio di ieri sulla turista milanese che si fa il bagno nuda dentro la Fontana di Trevi. Tutto bollinato e censurato, l'effetto morboso è assicurato!Un consiglio agli amici di Studio aperto:perchè non vi inventate una versione "uncut" del vostro bel telegiornale?(telegiornale???)Magari in onda di notte sul digitale terrestre:con i vostri bei servizietti senza tagli e senza censure. Così oltre alle tette (che non ci fate mai mancare), potremmo vedere anche tutto il resto!

16 aprile 2007

Anteprima Sunshine

Non perdetevi Sunshine!

Se vi piace la fantascienza e se godete ogni volta che vi si cita Solaris, la saga di Alien e Odissea nello spazio, Sunshine il film che fa per voi. Diretto da Danny Boyle (quello di Trainspotting, ma è più bravo quando lavora sui film di genere, come lo zombesco 28 giorni dopo) e scritto dal romanziere Alex Garland, Sunshine (in Italia dal 20 aprile) racconta la missione impossibile di un gruppo di astronauti che devono resuscitare, con una super-bomba, un Sole in via di definitivo spegnimento. In gioco, come in Armageddon, c'è il destino del pianeta Terra. Un film così saprebbe tanto di già visto e già digerito se la mano di Boyle e Garland non si facesse sentire. Visionario, raffinato, con un cast di attori meraviglioso - tra tutti Cillian Murphy, Michelle Yeoh e un sorprendente Chris Evans, già Torcia Umana ne I Fantastici 4 -, un magistrale uso delle citazioni del cinema di fantascienza più memorabile, e un utilizzo del suono che mette i brividi (fate come me, andate a vederlo in una sala dallo schermo enorme e col suono potente), Sunshine è l'esatto opposto dell'orrendo 300 di Zack Snyder. E' il contrario del cinema-videogame, è un film per tutti (nel senso che è fatto anche per gli adulti che possono vederlo senza sentirsi scemi,anzi!), fa paura e crea tensione senza la ricerca a tutti costi dell'effettaccio, non soffre della sindrome di Matrix perchè non va avanti a forza di effetti speciali super-digitali, slow motion e improvvisi scatti (pratica che infesta buona parte del cinema americano del nuovo secolo). A parte qualche scivolata di regia nell'ultima parte, Sunshine è un thriller fanta-metafisico che dimostra che un altro cinema è possibile, anche a Hollywood. Nonostante sia stato realizzato a Londra e prodotto dalla Fox Reasearch Light, la divisione della 20°century Fox che finanzia solo i prodotti in ci crede meno, quelli più "indipendenti". Per la serie: i soldi li buttiamo via solo per i giocattoloni per spettatori scemi.

30 marzo 2007

Lost odio e amore

SCENEGGIATORI DI LOST
Per tutti quelli come noi amano Lost ma odiano le lungaggini escogitate dai diabolici sceneggiatori della serie, ecco una gradevole parodia dei brainstorming fatti dalle menti che ogni settimana partoriscono i nuovi episodi della nostra ex-serie preferita. Enjoy!
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21 marzo 2007

Ultim'ora

Tim Burton Leone d'Oro alla carriera

È il regista statunitense Tim Burton il Leone d'oro alla carriera della 64. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia (29 agosto - 8 settembre 2007). Ancora una volta il premio rende omaggio a uno dei cineasti americani più coraggiosi, visionari e innovativi, capace di emozionare e affascinare i più diversi e ampi gruppi di spettatori, in equilibrio sul crinale che congiunge arte e industria. Il Leone d’oro a Tim Burton è stato proposto dal Direttore della Mostra Marco Müller, ed accolto dal Cda della Biennale di Venezia presieduto da Davide Croff. Nel 2006 il riconoscimento era stato assegnato a David Lynch.

Il premio sarà consegnato al regista mercoledì 5 settembre, nel corso di uno speciale “Tim Burton Day” (con una serie di eventi a sorpresa) alla prossima Mostra di Venezia, nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.

In passato, Tim Burton aveva scelto la Mostra di Venezia per presentare i suoi due capolavori d'animazione, The Nightmare Before Christmas (in prima internazionale alla Mostra 1994) e Corpse Bride (in prima mondiale alla Mostra 2005).

Attraverso 12 lungometraggi in 23 anni, Tim Burton ha dimostrato una sorprendente versatilità senza mai sacrificare l’unità tematica e stilistica del suo lavoro. I film di Burton mutano dall’incanto alla malinconia, spesso all’interno di un’unica immagine, e i suoi paesaggi fantastici sanno mettere insieme orrore gotico e commedia eccentrica. Sebbene lavori dentro e intorno a Hollywood, i suoi film spesso ricadono al di fuori del paradigma contemporaneo del cinema americano. Attraverso i successi al botteghino e i risultati artistici di Batman, Ed Wood, Il mistero di Sleepy Hollow, l’eccezionale lavoro di Burton è definito da un’impronta unica e personale, che fa di lui uno degli autentici visionari del cinema contemporaneo. Al momento Burton sta lavorando all’adattamento cinematografico del pluripremiato musical-thriller Sweeney Todd di Stephen Sondheim, una coproduzione fra la Warner Bros. Pictures e la DreamWorks Pictures, con Johnny Depp, Helena Bonham-Carter, Alan Rickman, Timothy Spall, Sacha Baron Cohen e Christopher Lee.

Il direttore della Mostra di Venezia, Marco Müller, ha dichiarato: "Tim Burton è un genio del cinema, il figlio più fantasioso della nuova età dell'arte. Possiede un talento unico nell'impregnare di profondità emotiva le storie che racconta. Sa costruire paesaggi onirici di altissima visionarietà (che fanno appello all'eterno fanciullo che è in noi) senza mai perdere nè integrità estetica, nè - tanto meno - la sua naturale vicinanza a personaggi fuori norma. Più insolentemente pop della maggior parte dei nuovi registi di oggi, e meno desideroso di approvazione della maggior parte dei vecchi maestri, non c'è regista americano di successo che possegga un senso del cinema più spietato ed estremo del suo."

19 marzo 2007

Good news


MASTROGIACOMO E' LIBERO!

A poche ore dalla pubblicazione su BlogVetriolo dell'appello per liberare il giornalista di Repubblica, i Talebani hanno consegnato nelle mani di Emergency Daniele Mastrogiacomo. Un altro grande successo di BlogVetriolo!


12 marzo 2007

Lynch folies

Una mostra da Lynciaggio!
Il Manifesto stronca la Mostra parigina di David Lynch. Ecco il pezzo uscito sabato, a firma di Ivo Bonaccorsi.

Una mostra gardaland per il genio di Lynch«The air is on fire», alla Fondation Cartier fino al 27, è più una fieretta che un'occasione per immergersi negli universi pop e surrealisti del regista.
Se identifichiamo con l'aggettivo «lynchiano» la sintesi di universi pop e surrealisti, dovremmo probabilmente evitare la mega-mostra David Lynch apertasi la settimana scorsa alla Fondation Cartier a Parigi e visibile fino al 27 maggio. Finite le follie del vernissage con risse mondane, più isteriche che violente - divampate nelle code d'attesa che assomigliavano a piccoli trailers di un suo film in progress - sedate dal regista in persona, rivelatosi esperto addomesticatore di nevrotici, la mostra altro non è che un set abbandonato e accessibile ai fans (che sono tanti!). Tutti desiderosi di scoprire quanto sia influente, sul difficile terreno della odierna fashionable-art, la ricerca di un maestro del cinema del nostro tempo. Sperduto in un'architettura di lusso, l'uomo delle geografie emotive di Twin Peaks prodiga, come a un salon d'altri tempi, il suo savoir-faire, quasi fosse un qualunque altro artista di Missoula, Montana, impegnato in una retrospettiva di mezza età. Nel momento in cui scompare dalle sale cinematografiche della città il suo capolavoro Inland Empire, che con una sola proiezione in loop a questa mostra avrebbe soddisfatto l'occhio lubrico dei compulsivi frequentatori del contemporaneo, eccoci di fronte a una mise en scénè degna di una fieretta d'arte polacca, con un involontario controcampo del Sunset Boulevard, non del Bhv duchampiano, affollato di veri artisti-star abituati al decollo di jet privati supercollectors che acquistano al telefono. Probabilmente mal consigliato dal curatore, già responsabile della favola di J. Paul Gautier in versione piccola fornaia che diventa couturier, il maestro Lynch deve piegarsi a un production-designer che gli addebita la concezione dell'intera mostra con tanto di grotta salotto da parco dei divertimenti e non lo informa che fuori dal suo studio, per tanti artisti e pubblico pagante, lui è «David Lynch». Si preferisce invece crocifiggerlo tra due colossi della taglia di Bacon e Kiefer proponendo tende e velluti, per definire la monumentalità di opere da cavalletto che interagiscono con lo spazio in modo ridicolo. Se un grande del cinema come Bertolucci citò Bacon in Ultimo tango a Parigi con grande sapienza e lo fece nei generiques con rispetto e grazia, piacerebbe non vedere spacciati disegni su post-it, frontespizi di sceneggiature, scatole di fiammiferi... come miniere a cui attingere per costruire un display demenziale per delle visioni indimenticabili. Vorremmo che il fuoco camminasse con noi tra queste strutture tubolari, questo grigio insulso dei fondali e i pulsantini - suoni da mostra interattiva che evocano una Gardaland, poco lynchiana, con sound track stupidino e per niente Mulholland Drive. Superato a fatica questo livello di repulsione cominceremo forse a vedere le opere. Distorted Nude è la serie più recente(2004), un esercizio di numerique e assemblage risolto con spazi che citano Kitaj e nella migliore delle ipotesi la relazione feticistica di un sacerdote Fang con lo sputo, il sangue e la materia magica che incorporerà nel feticcio. Al piano inferiore David Lynch ricorda che è il grande inventore dei sequels improbabili e della permeabilità da piccolo schermo a sala cinematografica e finalmente ci regala una vera sala, un teatro con un pavimento di lampadine e uno schermo con tende pesanti, in cui proietta i suoi primi cortometraggi: una boccata di ossigeno. Ma dove sono Lula, Laura Palmer, Donna e tutta la corte di personaggi di veglia - appariranno e scompariranno nei termosifoni? Vorremmo far scivolare gli occhi sulle mensole con inquietanti ritrattini di famiglia, sobbalzare forse per i guasti di corrente alternata, aver troppo caldo o troppo freddo, avvertire il più piccolo rumore, percepire insomma i contrasti e gli slittamenti di senso che fanno gemere conigli-feto e apparire donne dalle guance rosate dall'acne. Purtroppo continuiamo a aggirarci tra slavati medi formati alla Schnabel e verrebbe voglia di presentargli Enzo Cucchi (ma forse lo conosce già!) per spiegargli che la vittoria dell'immagine si gioca su supporti fisici, che la matericità non giova al suo lavoro, che il solo viaggio del vecchio personaggio sul tagliaerba per rivedere il fratello è a tutti gli effetti una strepitosa opera di land-art. Spieghiamo non a Lynch, che già lo sa, bensì agli organizzatori di questi baracconi, con book-shop che vendono gadgets, che Una storia vera è commovente come una passeggiata di Francis Alÿs e in più è popolare e ci rifarà piangere. Sapendo che oggi tecnica mista su carta, fotografia colore o film 16mm. pari sono, dal punto di vista del mercato, se non da quello della significazione... evitiamo così a Lynch questa imbarazzante intrusione nel suo universo privato a meno che non ce lo chieda elegantemente, come hanno fatto prima di lui Kiarostami o Paradjanov. Oppure lasciamolo alle sue collaborazioni con il celebre design di calzature Laboutin pronte per le vetrine dei negozi perché sculture... non sono, anche se somigliano a Franz West o Twombly. Ricordandoci che qualche artista furbetto espose la sagoma del cartello Twin Peaks «tel quel» in galleria non più di qualche anno fa, ma nessuno ancora il neon-insegna Silencio del teatrino di Mulholland drive... sussuriamocelo piano come un altro plot all'orecchio sordo di Blue Velvet. Non più ricatti come questo... Silencio... l'unico bel gesto da fare per incendiare l'aria alla Fondation Cartier poiché Lynch può davvero permetterselo.

05 marzo 2007

Lost 3 svelato

Lost 8 Flashes Before Your Eyes
Con ritardo imperdonable PitONE l'acidono recensisce la puntata 8 di Lost 3° serie

Ed ecco una puntata chiave. L’ottavo episodio della terza serie ha lasciato tutti di stucco. Il personaggio a cui sono dedicati i flashback questa volta è Desmond. Hurley e Charlie hanno capito che il naufrago scozzese ha assunto un particolare potere dopo l’esplosione della botola: vedere il futuro. Così i due lo fanno ubriacare per farsi dire cosa gli è successo quando ha girato quella benedetta chiave. Ed ecco la risposta: Desmond si ritrova nella sua vecchia vita, pur ricordando tutto dell’isola. In pratica si ritrova a poter rivivere la sua vita, facendo tesoro dei suoi ricordi passati. Ed è così che riesce a vedere il futuro: ricordandosi di quello che è già successo.
Ma una donna anziana, che lo conosce, gli fa capire che non si può cambiare il futuro, e il proprio destino: comunque lascerà Penny, naufragherà sull’isola e premerà il pulsante per ogni 180 minuti per anni.
Un colpo alla testa lo fa tornare sull’isola, tutto nudo, subito dopo lo scoppio della botola. E’ stato un sogno? La foto che si è fatto con Penny poco prima del suo “ritorno” sull’isola prova di no. Ma dov’è stato Desmond? In un'altra dimensione? In un’altra realtà? Oppure ha fatto un viaggio nel tempo, come lui stesso si domanda mentre si confida con un amico. In questo episodio Lost si sposta decisamente su un piano diverso, più trascendentale e surreale, con logiche che sfiorano il paranormale e la fantascienza. Un po’ Matrix, un po’ ritorno al futuro, un po’ Dylan Dog. In questa puntata c’è un po’ di tutto. E non è detto che non sia qui la chiave per capire il bandolo di tutta la matassa. Intanto offre molti spunti a nuovi quesiti, eccone uno su tutti: dall’episodio si capisce inequivocabilmente che la capacità di Desmond di vedere il futuro non sia un potere preveggente, ma semplicemente una conseguenza di una vita (o realtà) già vissuta. Dato che lui mantiene questa capacità anche sull’isola, ne deduciamo che lui sa già come andrà a finire tutta la storia. Beato Lui!

COLPO DI SCENA:

Charlie è destinato a morire presto. Glielo rivela lo stesso Desmond.Lui non ci crede e giura che non lascerà mai Penny, ma quando si farà fare una foto con lei e non potrà pagarla, capirà che non può sfuggire