20 maggio 2007

INLAND EMPIRE in dvd

E' uscito a noleggio il dvd di INLAND EMPIRE, il capolavoro di David Lynch. Esce nella stessa versione vista nelle sale, e cioè in lingua italiana e i sottotitoli quando il dialogo è in polacco. La versione originale stranamente non è disponibile. Anche il formato dell'immagine lascia a desiderare; infatti il film è in un orrendo letterbox, e cioè un 4:3 con le bande nere. Chissà come mai la Bim, che distribuisce il dvd, non ha ottenuto un master anamorfico. Per un film così recente, mi pare una pecca imperdonabile. Comunque chi non l'ha visto, e cioè mezza Italia, corra in videoteca. Subito!!!!

Santoriade

Santoro sfida il Vaticano
Michele Santoro vuole comprare il documentario della Bbc sui preti pedofili e trasmetterlo ad Anno zero. In nome della libertà d'informazione, alcuni esponenti politici - in primis, il Presidente della commissione di vigilanza della Rai Landolfi (An), quello che Gad Lerner sputtanò in tv raccontando di un suo tentativo di raccomandare una giornalista - chiedono che la Rai non autorizzi l'acquisto del documentario. Come andrà a finire? Vetriolo scommette che sulla Rai il documentario della Bbc non lo vedrete mai...ma mai dire mai. Comunque, per chi se l'è perso, più sotto lo potete vedere in versione integrale e con i sottotitoli italiani.

18 maggio 2007

Lynch a Cannes 2007

ABSURDA LYNCHIANA
David Lynch 2 giorni è arrivato a Cannes, e il Festival gli ha dedicato parte della serata inaugurale della cerimonia: Infatti è stato proiettato in anteprima mondiale un cortometraggio di 2 minuti il cui titolo è tutto un programma, Absurda. Eccolo qui, in tutta la sua magnificenza. Nel buio di una sala cinematografica, accadono cose bizzarre: una grossa forbice penzola nel mezzo del cinema, sullo schermo strane immagini provocano e ipnotizzano. Quasi un estratto di Inland Empire. Enjoy:

Lynch blog

Scopro solo ora che esiste da molto tempo un blog lynchiano, si chiama Mulholland Blog, è molto carino, e molto cinefilo. Lo inserisco nei miei link. Visitatelo, è molto informato, e non solo su Lynch.

17 maggio 2007

Preti e scandali

No ai Dico, no alla Bbc
Ecco, grazie a Youtube, Sex Crimes and the Vatican, il documentario che un anno fa gli inglesi di Bbc trasmisero in tv. L'argomento è di quelli assai scottanti, soprattutto per noi italiani:i preti pedofili e il silenzio della Santa Sede. Uno dei punti forti dell'inchiesta è l'accusa a Joseph Ratzinger: secondo il film, prima di diventare Papa, Ratziznger emesso una direttiva per mettere a tacere lo scandalo e tutelare i preti coinvolti. Vero? Falso? Il dibattito - in rete per carità, tv e giornali del Belpaese parlano d'altro - è apertissimo. Il documentario completo è qui sotto. Enjoy:



gspot.com

14 maggio 2007

Hot Manson

Manson Proibito
Per chi non l'ha ancora visto - nè lo vedrà se abita in Italia - ecco il nuovo "scandaloso" video di Marilyn Manson
, Heart shaped glasses. Vero scandalo o bluff? Giudicate voi dando un'occhiata al videoclip, un mix tra le atmosfere selvagge di Lynch e Stone, e le piogge di sangue infernale alla Angel Heart. La signorina protagonista del video è la nuova fiamma di Manson, l'attricetta ventenne Evan Rachel Wood, che già anni fa inquietò i benpensanti col film "Thirteen".

Anteprima Zodiac

Zodiac, ossia il Mostro di Firenze a San Francisco
E' tardi, è notte, è buio. Sto passeggiando verso casa, le strade sono deserte, ogni tanto il silenzio si rompe, passa un motorino. La minaccia può nascondersi oltre un raro cespuglio, o un'automobile che sfreccia nella Milano by night. No, non ho visto un servizio del Tg5 sulla sicurezza nella capitale morale ai tempi del governo Prodi. Sono appena uscito dall'anteprima di Zodiac, e mi ha messo paura. L'ultimo film del redivivo David Fincher non assomiglia per niente al suo capolavoro Se7en. Niente barocchismi, niente truculenze, niente che non sia rigorosamente classico. Zodiac è un thriller in cui, incredibilmente, Fincher si nasconde. Niente male, dopo aver ammesso che la storia di Zodiac, lui che da bambino ha vissuto con la paura di quel famigerato serial killer a un passo da casa, lo ha tormentato per anni e anni. Un'ossessione - al pari di quella che lo scrittore britannico David Piece ha esorcizzato in 4 spaventosi romanzi sullo squartatore dello Yorkshire - che potrebbe giustificare un trip a puntate grondante sangue. Invece Fincher sceglie la strada del rigore cerebrale, se pur lungo - un po' troppo - 2 ore e mezza.
Non racconto nulla di Zodiac, mi limito solo a dire che è la caccia a un serial killer che va dalla fine degli anni '80 fino quasi ai giorni nostri. Dico che vale la pena di vederlo solo perchè ha la ormai rara capacità di sgomentare lo spettatore. Perchè nelle numerose sequenze di uccisioni riuscite o solo tentate - e anche in una terrificante scena in un sottoscala - fa davvero paura. Una paura che ci eravamo quasi dimenticati di riuscire a provare nel buio di una sala. Quasi fosse un nipotino di Mario Bava, giocando con gli elementi più elementari del cinema di genere - il buio, i rumori, la luce che si accende o se ne va, i fari di un'auto, le ombre, o una frase gettata lì prima dell'apocalisse ("prima di ucciderti, butterò dal finestrino il tuo bambino") - David Fincher non risolve l'enigma di Zodiac, ma ci fa toccare con mano cosa sia l'angoscia del terrore: quella che puoi provare un attimo prima che l'uomo nero ti porti via.

11 maggio 2007

Lost saga

Maledetto Lost

AAAARRRRGGGHHH!!! L’urlo è scattato immediatamente dall’ugola. La notizia della chiusura di Lost, finalmente resa ufficiale, non poteva che scatenare questa reazione tra i milioni di fan. Ma si è trattato di un urlo di stupore, di gioia o di rabbia? La notizia ha spaccato in due il fiume di fan come solo Noè riuscì a fare con il Nilo. C’è chi ha esultato per poter “soffrire” ancora per altre tre stagioni – leggasi altri tre lunghi anni – e chi, invece, ha inveito malamente contro i produttori per dover aspettare così a lungo per conoscere la soluzione della mega matassa. Quello che fa obiettivamente pensare è che i produttori abbiano commentato la notizia come una “liberazione”, dato che così sanno quando far finire la storia. Ma finora sono andati avanti alla cieca? Lost è sicuramente la serie che più di tutte avrebbe bisogno di un preventivo ed accurato piano generale della trama. Impossibile non pensare –o sperare – che gli autori non sapessero perfettamente dove – e soprattutto quando – andare a parare. La ABC ha pensato ad una chiusura prematura, i produttori hanno chiesto altri 48 episodi dopo la terza serie. Alla fine si è giunti alla soluzione di spalmare questi episodi in tre stagioni anziché due. Così le ultime tre stagioni dureranno sedici puntate l’una.

Il calo di ascolti della terza stagione ha naturalmente influito molto sulla decisione finale. Ora ci sono gli altri, gran parte del mistero su chi sono e che cosa fanno non è stato ancora svelato. Molti fan sono ormai frustrati e per questo speravano fortemente in una conclusione prematura. Il giochino che ha reso Lost una serie cult, ovvero “ecco il mistero, te lo svelo chissà quando” ha iniziato un po’ a stancare e alla fine potrebbe logorare. Ci vorrebbe una sferzata di creatività, oltre che di novità. E forse i creatori della serie l’hanno capito, tanto che per il gran finale di stagione hanno promesso una grandissima sorpresa e un nucleo di avvenimenti che rimetterà tutto in discussione. In effetti nelle ultime due puntate andate in onda (la 3x19 e la 3x20) è venuta fuori una di quelle teorie che si davano per scontate già dall’episodio pilota, ma che gli autori hanno sempre negato tassativamente. Sarà confermata o verrà smentita nel corso delle prossime puntate?

10 maggio 2007

Venezia 2007

Tarantino nel West


Sarà dedicato al Western all’italiana, il nuovo cantiere di riproposte e restauri Storia segreta del cinema italiano 4 della 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (29 agosto – 8 settembre 2007).
L’evento Western all’italiana - Storia segreta del cinema italiano 4 prevede la proiezione alla 64. Mostra di 40 lungometraggi, selezionati in base al rapporto tra grande importanza e alta invisibilità: film invisibili da almeno un decennio, restaurati e ricostruiti nella loro versione integrale.
“Padrino” di questa iniziativa sarà – come fu per la prima edizione della Storia segreta del cinema italiano del 2004 – il grande cineasta statunitense Quentin Tarantino, profondo conoscitore ed estimatore del nostro cinema.
E’ noto che tra i registi preferiti da Quentin Tarantino figurano molti italiani. Il regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense è un fervente ammiratore del cinema di Sergio Leone, a tal punto da inserire nei titoli di coda dei suoi recenti successi Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2, una dedica speciale al maestro italiano - come ha fatto anche Clint Eastwood ne Gli spietati (Unforgiven, 1992) - ma è anche un profondo conoscitore e appassionato “fan” dei film di Giorgio Stegani, Franco Rossetti, Ferdinando Baldi, Enzo G. Castellari, Nando Cicero, Sergio Corbucci, Giuseppe Rosati, Giancarlo Santi, Duccio Tessari, Giulio Petroni, Sergio Sollima, Giorgio Ferroni. Il suo cinema è ricco di omaggi e riferimenti più o meno velati ai western all’italiana. Ha più volte dichiarato che il suo film preferito è Il buono, il brutto, il cattivo di Sergio Leone, e ha suggerito all'amico Robert Rodriguez il nome dell'episodio finale della trilogia di El Mariachi, C'era una volta in Messico (Once Upon a Time in Mexico,2003), ennesimo omaggio a Leone. Ma, in generale, tutti i film della trilogia pulp che Tarantino ha sceneggiato (Una vita al massimo - True Romance, 1993; Le Iene - Reservoir Dogs, 1992; Pulp Fiction, 1994) hanno un finale con un “triello”, un classico che Tarantino sperava di usare da quando vide per la prima volta Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone.
Non c’è solo Sergio Leone nella lista degli “spaghetti western” più amati da Quentin Tarantino. Lo sapevamo da tempo. E Venezia rispetterà le sue preferenze, visto che sono le preferenze anche di chi è cresciuto con gli “spaghetti western” al tempo, vedendoli in sala giorno per giorno. Così Venezia presenterà i suoi autori western di culto, a cominciare da quelli più noti, come Sergio Corbucci, con il formidabile Navajo Joe con Burt Reynolds (Tarantino gli mette tre asterischi) e I crudeli con Joseph Cotten, Sergio Sollima, con La resa dei conti con Tomas Milian e Lee Van Cleef, ed Enzo Castellari con Keoma. Ma anche quelli già “riscoperti” e omaggiati in Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2, cioè il Giulio Petroni di Da uomo a uomo, con John Philip Law e Lee Van Cleef (tre asterischi per Tarantino), e il Giancarlo Santi di Il grande duello, un film invisibile da anni in Italia, con Lee Van Cleef e Alberto Dentice (giornalista dell’Espresso nel suo unico ruolo da protagonista col nome di “Peter O’Brien”), e con la grande musica di Luis Bacalov e dell’appena scomparso Sergio Bardotti. Ma troviamo anche autori e titoli meno noti, ma di grande interesse, tra gli spaghetti western preferiti da Tarantino. A cominciare da El desperado di Franco Rossetti, già sceneggiatore con Piero Vivarelli di Django di Sergio Corbucci, qui nel suo unico western da regista, che Tarantino segnala con ben tre asterischi, The Bounty Killer di Eugenio Martin, il primo western con Tomas Milian protagonista in un ruolo di cattivo tormentato (anche qui tre asterischi, segnalato da tutti come un film da riscoprire, ma già allora era molto considerato in Spagna), Prega il morto e ammazza il vivo di Giuseppe Vari con Klaus Kinski, Quel caldo maledetto giorno della resa dei conti di Paolo Bianchini con Robert Woods, Preparati la bara di Ferdinando Baldi con Terence Hill (già riscoperto musicalmente l’anno scorso dal successo Crazy degli Gnarz Barkley), Professionisti per un massacro di Nando Cicero con George Hilton, i superclassici con Giuliano Gemma, Una pistola per Ringo di Duccio Tessari e Un dollaro bucato di Giorgio Ferroni. Dedicata a Tarantino anche la riscoperta del più violento western mai fatto, Condenados a vivir di Josè Romero Marchent con l’italianissimo Robert Hundar (Claudio Undari).

08 maggio 2007

brutte notizie

Lost finisce! Nel 2009!!!!

Basta, ci siamo rotti i coglioni. Per chi segue la 3° serie americana, sembrava che le cose si mettessero al meglio. E cioè che la fine fosse vicina. Vabbè, magari non alla 3° serie, però tutto lasciava sperare che la 4° serie fosse l'ultima. Vuoi per gli ascolti mai così bassi, vuoi perchè si capisce lontano un miglio che gli sceneggiatori non sanno più che inventarsi(adesso, nel 17° e 18° episodio, hanno tirato fuori dal cilindro che forse gli abitanti dell'isola sono tutti morti!!!!!).
E invece che cosa hanno rivelato i creatori di Lost? Che il telefilm finirà alla 6° stagione(6°!!!!!) e che loro sono contenti perché finalmente hanno una scadenza certa, e che possono tranquillamente scrivere con sufficiente serenità un finale degno di nota. Cosa ci aspetterà quindi per i prossimi 2 anni?Ecco gli sviluppi più interessanti delle prossime stagioni.
1) Si scopre che Ben è un alieno che si nutre dei feti delle donne incinte.
2) Locke è omosessuale
3) Kate era un travestito e si è fatta operare dal padre di Jack.
4) Jack uccide Juliet
5) Hurley scoppia ingurgitando dinamite.
6) Gran finale:appare in cielo J.J.Abrams che sorride contando pacchi di banconote e, rivolto allo spettatore, fa il gesto dell'ombrello.