24 agosto 2006

Anteprima[acida]cinema

Vetriolo su Superman Returns!

Che noia Superman returns! Ho guardato l’orologio dieci volte, troppo al cospetto di un’anteprima così attesa. Che c’è di male nel film di Bryan Singer? Faccio prima a dire che c’è di buono: sicuramente i titoli di testa - che citano rispettosi quelli del primo Superman di Richard Donner - e la colonna sonora, esattamente quella originale a firma di John Williams. E una sequenza formidabile, quella del salvataggio dell’aeroplano. Un plauso, più che al regista, ai responsabili degli effetti speciali. Il resto è tedio. Perché dà fastidio assistere all’ omaggio continuo del film originale con Christopher Reeve (in sequenze spesso inutili e gratuite, come quelle della giovinezza del super-eroe). E irrita molto che le sequenze d’azione siano un insipido frullato del meglio e del peggio del cinema catastrofico, diventato nuovamente cool dopo lo choc dell’11 settembre (uno spruzzo di Titanic e di Poseidon, un goccio di Airport, un’innaffiata dell’ Alba del giorno dopo, e via scopiazzando). Una scelta di copione che è in pratica l’ammissione che le vicende di Superman non vivono di vita propria, perché per esistere devono necessariamente cannibalizzare un genere che con l’universo del fumetto c’entra poco, il disaster movie. Una resa.
Ci sarebbe da dire ancora molto: di quanto Kevin Spacey-Lex Luthor gigioneggi invano; di quanto sia
sprecata una delle migliori attrici in circolazione, Parker Posey (nel ruolo di Kitty, l’assistente di Luthor); di quanto sia vuoto e inconsistente nel ruolo del protagonista Brandon Routh, pallida fotocopia di Reeve. E di quanto innervosisca il paragone Superman=Cristo, il salvatore extra-terrestre che muore e risorge per la salvezza degli uomini.
Forse bastava un po’ di coraggio per sforbiciare, e parecchio, tutta la stupidissima seconda parte. Era sufficiente un’ ora e tre quarti di film, piuttosto che di oltre due ore e mezzo. Il primo X-men, firmato sempre da Singer, era breve, semplice, efficace.
Il dramma è che già si annuncia il sequel. Ora che Bryan Singer ha scoperto la ripresa in digitale, più economica e flessibile della vecchia pellicola, il rischio è che il prossimo Superman superi in durata la trilogia del Signore degli anelli. Pietà!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma come sei malmostoso.

reno ha detto...

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Greetings from Belgium.

Reno

Mary G ha detto...

...che sia malmostoso si era capito! Comunque se vuoi riprenderti dal tedio di Superman ti consiglio di vedere Thank you for Smoking commedia intelligente, ironica e cinica al punto giusto sull'arte della persuasione, il potere della comunicazione e non solo...